LUOMO: Si prende per la Gola o la Cravatta?

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Quelli veri, quelli che fanno venire i brividi lungo la schiena e un nodo (come quello della cravatta) allo stomaco, beh, si possono cercare di conquistare in tutte due i modi. Ma siccome non vogliamo fare un lungo elenco di ricette su come preparare i più incredibili manicaretti, fatte molte volte di ingredienti introvabili e soprattutto perché rischieremmo di farvi accasciare sul tavolo, vi parliamo di questo accessorio che nell’abbigliamento maschile può identificarsi come la stella polare; un punto cardine della moda, un riferimento senza tempo.

th_X67fotoPNG_310x5001-1X_nodo-cravattaSe andate indietro con la memoria, non c’è donna che non abbia regalato una cravatta. Le prime si regalano al padre, per la sua festa, e se ripensate a quei momenti, vi verrà da sorridere, al pensiero di quanto vi inorgogliva, vedere vostro padre indossare quell’accessorio (magari con dei colori improponibili, che stonavano chiaramente con il suo vestito). Per fortuna si cresce ed i gusti si affinano. Ma le cravatte continuano a regalarsi: al capo, al fratello, all’amico, al fidanzato, e dobbiamo esser sinceri fino in fondo, spesso le cravatte, come le penne, si regalano perché non si hanno altre idee. Sia nell’immaginario collettivo che in alcuni film, abbiamo visto donne attirare a sé uomini proprio prendendoli per la cravatta, o alcune volte, le donne reali… vorrebbero prenderli per la cravatta e “strozzarli”. Ma donne, da qualsiasi parte vogliamo vedere la faccenda, una verità dovete ammetterla: “Un uomo che indossa la cravatta è tutto un altro vedere, è elegante ed emana fascino!”. E quanto é bello vedere un uomo davanti allo specchio che con cura e con gesti morbidi e sicuri fa il nodo alla cravatta: se poi vi guarda e cerca il vostro consenso è il massimo!

Alle donne piaceranno sempre gli uomini completi (in tutti i sensi) e se vogliamo citarne uno serio… Oscar Wilde nel suo romanzo Limportanza di chiamarsi Ernesto affermava: “ Una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita”. Ecco, appunto, vi parleremo di nodi, della serie… dimmi come ti annodi la cravatta e ti dirò chi sei…

Marinella Tie

Legare una cravatta attorno al collo non significa stringerla e far sì che non vi arrivi più sangue al cervello, riducendo ogni capacità d’azione (chissà forse è per questo che alcuni uomini usano poco il cervello, è possibile che si fermi il sangue e l’ossigeno solo sotto la cintola?). L’originalità può trovare espressione proprio nel gesto in sé, e in particolare nel suo risultato, ovvero il nodo. Elemento distintivo della cravatta, più che un singolo intreccio è opportuno considerarlo una categoria: esistono ben ottantacinque versioni, uno studio  che ha avvicinato il calcolo matematico alla multiformità dello stile, data questa piccola informazione numerica, ritorniamo alla psicologia del nodo, un codice non scientifico, basato però sull’osservazione di frequenti corrispondenze tra scelte estetiche e carattere.e158cdb6eadd7da976812927cade0f7a

Attenti uomini, iniziate a non avere più segreti per le donne!?

Iniziamo: un nodo enorme, ad esempio, si vedrebbe associato a uomini che temono di svelarsi, esitano ad apparire e nascondono timori. Al contrario un nodo piccolo, magari arricciato, e con qualche piega, ben si abbinerebbe a soggetti desiderosi di fare conoscenze. Se invece, oltre ad essere piccolo è  molto stretto e irregolare, è indicativo di uomini che tendono ad indugiare con paure e ritrosie. Non finisce qui, per quelli che vogliono “lanciarsi” c’è il nodo che si curva sul collo, restando un po’ sollevato; è come un cane da punta, e quelli che fanno questo nodo chiaramente cercano una compagna. Chi invece ha raggiunto una propria armonia ed è una persona equilibrata preferiscee il nodo mezzo Windsor, dallo stile inglese, meno ampio e complesso del Windsor. Lo scappino è più frequente negli uomini precisi e metodici. Quindi se il nodo è un po’ come lo specchio dell’uomo, non da meno lo sono le fantasie della cravatta. I diplomatici non disdegnano stampe raffiguranti staffe e catenelle; i decisionisti prediligono le righe e si tende ad associare i pois a persone che non desiderano rivelarsi troppo, ma vogliono pur sempre emergere senza deludere le aspettative di chi li circonda. Ingegneri e informatici sarebbero estimatori anche di cravatte con raffigurazioni della natura piante, fiori o animali, una sorta di contrasto con il loro lavoro estremamente razionale.

Nell’alfabeto delle cravatte anche i colori hanno un loro perché… Il blu ed il bordeaux trovano ampio consenso tra i politici italiani. Gli scalatori di Wall street sembrano apprezzare il giallo acido, un colore che si lega al concetto di potere. L’azzurro una volta era il simbolo della nobiltà, ora chi indossa di questo tono tende a lanciare i significati di disponibilità e rilassatezza. Chi ha un animo tranquillo l’acquista di una tonalità di verde. Non dimenticate signori uomini che la cravatta deve arrivare pressappoco alla cintura, non è chic vedere un uomo con la cravatta che arriva a metà pancia o a  metà cintura. Una bella cravatta è in grado di risollevare persino l’aspetto di un vestito vecchio, ma se scelta in maniera sbagliata può rovinare anche un abito del valore di migliaia di euro.

La cravatta, dunque, è un accessorio e non solo: è come una lingua di tessuto, che a modo suo parla. Di sicuro esprime lo stile di chi la indossa; spetta a chi gli sta vicino ritrovare altri messaggi più nascosti… “Capite a me”.

 

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