Antonello da Messina: Ritratto d’Uomo

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Il suo sorriso enigmatico emerge nel volto dalla testa ruotata e trafigge lo spettatore non meno del suo sguardo penetrante; le pieghe perfette dell’ampia veste rossa si perdono nel nero astratto dello sfondo. ‘Ritratto d’uomo’ di Antonello da Messina, una delle opere spartiacque della pittura italiana ed europea, olio su tavola dipinto probabilmente nel 1476, arriva da Torino a Napoli grazie a uno scambio e una collaborazione tra le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e la Fondazione Torino Musei che vede nel capoluogo piemontese arrivare dalla sede napoletana di Gallerie d’Italia tre opere (‘Adorazione dei Magi’ del Maestro degli annunci ai pastori, ‘Tobia ridona la vista al padre’ di Hendrick De Sommer e ‘San Giorgio’ di Francesco Guarini) destinate alla mostra ‘Jusepe de Ribera e la pittura napoletana: intorno alla Santa Caterian di Giovanni Ricca’ a Palazzo Madama fino al 14 gennaio.
Il dipinto di Antonello da Messina e’ una tavoletta di piccolo formato, adatto al trasporto. Sulla commissione e il destino dell’opera non si hanno notizie fino al 1841, quando una storia della pittura italiana dell’erudito Giovanni Tosini non ne documenta la presenza a firenze nella collezione della famiglia Rinuccini dalla quale arrivo’ a Milano nella seconda meta’ del 1800 e un secolo dopo nelle collezioni della citta’ di Torino. Un quadro mai esposto prima a Napoli e ora fruibile fino al prossimo 10 gennaio (questo week end anche gratuitamente), nell’ambito della rassegna ‘L’ospite illustre’, di cui segna la nascita, e che portera’ in giro nelle sedi di Gallerie d’Italia opere di collezioni prestigiose, musei o chiese. E Napoli, del resto, non e’ stata estranea alla formazione di Antonello da Messina, dato che, secondo una fonte del ‘500, l’artista, trasferitosi dalla Sicilia, ha frequentato la bottega partenopea di Colantonio. La mostra a Napoli si presta anche a una singolare iniziativa ‘interattiva’ con il pubblico. Gallerie d’Italia propone infatti la reinterpretazione del ritratto a 5 fotografi italiani, allestendo una sala di posa alla fine del percorso, nella quale i visitatori saranno inviatati a farsi ritrarre in una ricostruzione della postura e delle luci del dipinto originale.
(AGI) .

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