Charlie Hebdo: Un Anno Dopo.

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“Un anno dopo, l’assassino è ancora in libertà”. Infatti, dopo avere ucciso giornalisti e vignettisti di Charlie Hebdo ai primi di gennaio, non è stato ancora arrestato. E’ la copertina disegnata da Riss, Lurent Sourisseau,  del numero anniversario della strage in edicola il 6 gennaio, un anno dopo gli attacchi.

Charlie Hebdo è tornato così a prendersela con la religione. Stavolta, però, non sono né Allah né Maometto a finire in copertina, ma un Dio in versione ‘cristiana’, con aureola e simbolo dell’occhio nel triangolo, che indossa una tunica macchiata di sangue e sulle spalle un kalashnikov. “L’assassino è ancora in giro”, recita beffardamente il titolo. Scoppia così una nuova polemica.

I vescovi transalpini sul loro account Twitter commentano: “La Conferenza episcopale francese non commenta chi cerca solo di provocare. È il genere di polemiche di cui la Francia ha bisogno?”

Mentre Anouar Kbibech, presidente del Consiglio del culto musulmano, si dice “ferito” dalla caricatura, che “colpisce tutti i credenti delle diverse religioni” in un momento in cui ci sarebbe invece bisogno di “segni di distensione”.

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