Ippica: l’Andaluso, Cavallo Millenario.

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Movimenti, eleganza, leggerezza e potenza ne fanno il migliore cavallo per l’Alta Scuola.

G9zdKvfL’Andaluso, cavallo equilibrato, fiero, nobile, intelligente, coraggioso, affettuoso e molto incline a imparare nuovi esercizi. Data la sua indole buona tutti i maschi vengono lasciati interi e raramente pervengono notizie di stalloni ingestibili. Le sue doti essenziali solo un’incredibile agilità e leggerezza in tutti i movimenti, qualità molto rare per soggetti così massicci. Pur non essendo veloce, la sua potenza e l’ampiezza dei suoi movimenti ne fanno un cavallo di grande scena.

La coda e la criniera particolarmente fluenti aumentano notevolmente il valore dei soggetti, come del resto il tipo di mantello: il più raro e il più richiesto attualmente è quello morello, quindi a parità morfologica un soggetto grigio varrà meno di uno morello o baio.

andalusian-horse-racing-free-download-hd-wallpapers-of-andalusian-horseL’affidabilità dovuta al suo coraggio e al suo equilibrio psicologico lo rendono perfetto per passeggiate, mentre per la sua pazienza e capacità di imparare può essere impiegato nel lavoro in piano.

Le prime notizie sul cavallo iberico risalgono ai tempi di Omero e Senofonte, che raccontano di eccezionali cavalli da guerra in grado di assecondare il cavaliere in ogni situazione. Grandi nomi latini quali Varrone, Virgilio e Plinio lasciano la testimonianza della considerazione di cui godeva l’antico Cavallo Spagnolo, il più stretto discendente dell’Andaluso (il quale viene tuttora definito anche Cavallo Spagnolo) e menzionavano anche l’esistenza di un fiorente allevamento di questi animali, soprattutto nella Spagna meridionale, che poi venivano venduti ai più grandi conquistatori del mondo, primi tra tutti i Romani, i quali dopo le Guerre Puniche, riconoscendo le reali doti delle cavalcature di cui si era servito Annibale, rifornirono le loro scuderie appunto di Cavalli Spagnoli.

Cavaleiro_AndaluzPasso decisivo nello sviluppo della razza fu la conquista araba, che portò numerosi soggetti Berberi e Arabi (circa 300 mila) a contatto con gli Spagnoli, migliorandone le qualità. Infatti per combattere a cavallo non erano sufficienti l’eleganza e la docilità dei cavalli, ma era necessario creare un guerriero che fosse anche forte, agile, molto coraggioso e resistente, capace insomma di battere i cavalli robusti, ma lenti e pesanti dei nemici.

Fu proprio nel XI secolo che la razza venne ancor meglio definita e prese il nome di Pura Razza Spagnola.

Nel 1571, sempre grazie a Filippo II venne fondata la prima Giumenteria reale dio Castiglia a Cordova, in Andalusia ed è proprio da questo fatto che prende il nome la razza Andalusa, mentre nel 1625 venne creato il Registro Generale per l’iscrizione dei cavalli e si decise di rendere obbligatoria la loro marcatura a fuoco con marchi iscritti al Registro.

Nel 1904 fu creata la Direzione generale per l’allevamento e la rimonta, ancora oggi sotto il controllo del Ministero della difesa.

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