Roberto Capucci: il Sarto-Stilista che non ha mai Fatto Moda.

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Noto per uno stile scultoreo e sperimentale che sembra prescindere dal tempo e dalle mode, Roberto Capucci nel 1950 ha fondato a Roma una sartoria con il suo nome e nel 1951 ha presentato a Firenze alcune creazioni con le quali ha fatto il suo ingresso nell’alta moda italiana.

Roberto CAPUCCINato nel 1930 e dopo un’esperienza parigina (1962-68), Capucci  ha poi proseguito in Italia la propria ricerca formale tesa a esaltare l’abito come irripetibile opera creativa. Nel 1982 la necessità di una maggiore autonomia e il gusto per la ricerca lo hanno sollecitato a prendere le distanze dalle strutture istituzionali della moda.

gall_img_ad143f50b83793095dd5Al centro di importanti mostre internazionali, le sue opere sono presenti, in esposizione permanente, in diversi musei come la Galleria del costume di Palazzo Pitti a Firenze e il Victoria and Albert Museum di Londra. Nel 2005 è nata la Fondazione Capucci con l’intento di preservare e diffondere il lavoro di Capucci in un’ottica di formazione e innovazione nel mondo della moda nazionale e internazionale. A partire dal 2007 a Firenze sono stati organizzati i primi eventi di presentazione delle attività della Fondazione.

A marzo del 2015 ha battezzato la prima collezione di prêt-à-porter firmata che porta il suo nome e firmata da Cinzia Minghetti . «I tempi sono cambiati. La donna ha bisogno di sentirsi bella ma anche comoda dal mattino alla sera», spiega il sarto-artista italiano e racconta gli anni al Ritz di Parigi dove conobbe Coco Chanel, lei in una suite grandissima, «con la sigaretta e un cappellaccio, sempre arrabbiata».Imm_7

Con Sofia Loren, invece non funzionò. Lei indossava gli abiti di Christian Dior e voleva vestire anche Capucci. Andò anche peggio con Anna Magnani. Gliela aveva mandata l’amica Valentina Cortese. «Arrivò con in braccio il suo bassotto, Lillina. E io le feci trovare le sei vendeuse dell’atelier. Tutte con una tunica nera e cinque fili di perle, allineate per riceverla. Lei le guardò con un’aria arrabbiata e brontolò: «Tutte queste donne non mi piacciono». Ordinò 5 vestiti, ma lui li bloccò. Non c’è stato un buon incontro.

Ha convinto Rita Levi Montalcini a indossare il suo primo abito lungo della sua vita in occasione del Nobel. La «professoressa» divenne sua affezionata cliente. «Non si deve aver paura di andare fuori dai canoni normali, di essere ironici. Se uno si pone dei limiti è costretto a starci tutta la vita», un motto che è un inno alla modernità.

033_roberto_capucci_theredlistFuori dai calendari commerciali, Capucci è abituato a esser celebrato in location di rara solennità: da Palazzo Strozzi a Firenze al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dal Teatro Farnese di Parma a Palazzo Colonna di Roma, dal Museo Fortuny di Venezia al Victoria and Albert di Londra, dal Puskin di Mosca al Palazzo imperiale di Xian.

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