Roberta di Camerino: Storia di un Successo e della Mitica Borsetta Bagonghi

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Roberta Di Camerino, il cui vero nome era Giuliana Coen Camerino, stilista di alta moda era famosa per il suo stile fresco rappresentato da una cintura intrecciata a forma di R. Le sue borse sono state un must have per le icone di stile, da Grace Kelly a Isabella Rossellini.roberta-di-camerino-209x300logo

La celebre stilista e creatrice di moda già dal secondo dopoguerra, il cui nome è diventato un marchio conosciuto a livello internazionale e amato da dive e personaggi del jet-set. Scomparsa all’età di 90 anni a Venezia, si era sentita male mentre era bordo della sua barca, in Istria.La notorietà del marchio è attribuita alla produzione di accessori ed abiti, in particolare tailleur con motivi di stile trompe-l’œil, cinte, foulard e borse in velluto a comparti verdi, rossi e blu e ricamate in oro e a stemmi. Celebre è la bag dal sapore vintage che porta il nome di borsetta Bagonghi: quest’ultima entra nell’olimpo del fashion system quando nel 1959 Grace Kelly arrivò a Roma con il prezioso accessorio al braccio. E come è facile immaginare fu immediatamente indicata come la borsa della principessa.

La Bagonghi, ed altre bag dai colori caldi e spesso cangianti dal rosso porpora al verde acceso,  furono ideate da Roberta di Camerino durante il periodo trascorso in Svizzera durante gli anni del conflitto mondiale, dove aveva trovato riparo assieme alla famiglia per sfuggire alle persecuzioni dovute alle leggi razziali fasciste. Tornata a Venenzia, nel 1945, aprì un piccolo laboratorio nell’Istituto di Rieducazione situato alle Zitelle, reinserendo ragazze emarginate nel mondo del lavoro sartoriale. La stilista conobbe grandissima celebrità, a partire dalla metà degli anni Cinquanta.

Borsa Bagonghi
Borsa Bagonghi

Un successo coronato, nel 1956, dall’Oscar della Moda, il prestigioso Neiman Marcus Award. In particolare, le star adoravano le sue borse: da Grace Kelly fino, più di recente, a Andie McDowell. Tutte hanno sfoggiato almeno una volta uno dei suoi accessori mito. Il suo capolavoro è e resta comunque la Bagonghi: nome con cui venivano chiamati i nani del circo. Ed è proprio alla testa di un nano da circo a cui lei raccontò di essersi ispirata per creare questo accessorio must.

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Il mito che ruota attorno alla Bagonghi, è raccontato anche tra le pagine del libro ‘Una vita dentro la moda’, scritto da Maria Pezzi e Guido Vergani:  “Era il 1952. Un settembre, a Venezia. Sul motoscafo che dall’Hotel Europa andava al Lido, Elsa Maxwell stringeva tra le mani una borsa di velluto rossa e verde, un grazioso bauletto che si chiamava Bagonghi ed era di Roberta di Camerino. All’imbarcadero del Danieli salì l’attrice Eleonora Rossi Drago con la stessa borsa e, incrociando un  altro motoscafo, la comare hollywoodiana vide con dispetto un’altra Bagonghi in edizione nera e beige. Io non mi meravigliai…”.

roberta-di-camerino-cintura-in-velluto-bassini-boutique-beige-righeIl marchio con la R, nel ’95, ha festeggiato il mezzo secolo e nella Galleria d’Arte Mancini di Pesaro, in particolare, una mostra delle sue borse ne ha ripercorso la carriera. Nello stesso anno è stata inaugurata alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti la Donazione Roberta di Camerino, e nel 2001 è nata la Fondazione Roberta di Camerino, organizzazione no profit di diritto svizzero, che offriva l’accesso ai propri archivi ad Università, Accademie e Istituti che tengono corsi di stilismo di moda, design e costume. Nel settembre 2008, infine, il marchio è stato acquistato e rilanciato dal gruppo Sixty.

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