Beauty: Storia del Makeup, dal Teatro al Cinema

Max Factor Make up Marlene Dietrich Max Factor Make up Marlene Dietrich

L’epoca del Silent Movie è stata un’epoca pregiata fatta di pellicole uniche, un bianco e nero indimenticabile e una fotografia iconica, senza parlare di attori dotati di grande arte istrionica e mimica.

Cerone bianco, le labbra scure, intenso makeup sugli occhi erano solo alcuni degli elementi di caratterizzazione del cinema muto ma qual era l’obiettivo di questo approccio al makeup dietro le prime star della nuova arte cinematografica? Le origini risalgono al periodo in cui gli attori erano in scena in teatro ed erano illuminati con le fioche luci a fiamma.

Nel XVIII sec., i teatri come anche le illuminazioni stradali, erano ancora illuminati con la luce tenue e calda delle candele e delle lampade a olio. Le luci di natura incandescente davano un aspetto più morbido alla scena donando una dominante di colore (giallo/arancio), tanto fascino e poca visibilità. Per quest’ultimo motivo c’è stata la necessità per gli attori di applicare una base spessa ed evidente per far sì che le caratterizzazioni potessero essere notate alla giusta distanza, inoltre la luce morbida della fiamma avrebbe addolcito l’aspetto abbagliante del cerone.

period 18th centuryI problemi per il trucco sono arrivati nel XIX Sec. con l’avvento della luce a gas molto più abbagliante e dura delle fioche fiamme a candela o olio. Le luci a gas non hanno solo illuminato bene la scena e i costumi, ma hanno messo in evidenza il makeup piatto e abbagliante del solo cerone applicato sul viso. Molti attori lamentavano che questa moderna tecnica d’illuminazione eliminava le ombre facendo apparire i visi piatti.

Per ridurre gli effetti antiestetici della luce a gas gli attori iniziano a miscelare varie polveri con diversi tipo di grasso come la cera d’api, la lanolina il lardo e lo strutto dando l’aggettivo al trucco “Greasy”, talmente denso che solo un altro grasso era in grado di rimuoverlo come il burro di cacao.

foto-5-1Pioniere di una nuova generazione di prodotti fu Ludwig Leichner che mise sul mercato i ceroni nella forma a bastoncino che conosciamo, più in avanti iniziarono a produrre i ceroni color pelle in bastoni più grandi rispetto ai colori diversi. Altri seguirono il suo esempio producendo prodotti in diverse formulazioni e consistenze vendute in scatoline di latta piuttosto che in tubi di cartone.

Con il trascorrere del tempo è arrivato il cinema sulla scena tra il 1890 e 1900. Nel periodo che precede l’avvento del cinema gli attori sono stati bravissimi nel perfezionare l’uso del cerone e delle polveri destreggiandosi come dei veri pittori, ma una volta che hanno iniziato a lavorare in “immagini” per il cinema, erano di nuovo al punto di partenza! I primi film erano girati con una pellicola prodotta dalla Kodak definita ortocromatica, o sensibile al blu.

Tutte le tonalità calde che contenessero dal giallo al rosso veniva registrato come grigio molto scuro o nero, mentre il blu e i colori freddi indaco e viola venivano registrati come grigi molto chiari o bianchi.

ec216ec48d31fced7a38151e5f9f1344Tutto questo avrebbe fatto apparire la pelle degli attori molto scura e dall’effetto chiazzato, senza entrare in merito delle prime tecniche d’illuminazione, non sempre era possibile girare in studio dove sarebbe stato più facile “controllare” la luce anche se proveniva dalle temute lampate Klieg, (pensavano che irritasse gli occhi) spesso lo si faceva in esterna con la luce solare. In ogni caso, qualunque fosse la tecnica di ripresa era necessario il makeup speciale per far apparire gli attori con un incarnato “normale”. Ricordiamo che il makeup lo facevano gli attori da soli.

Molti attori convinti della loro tecnica di makeup utilizzavano lo stesso linguaggio teatrale anche al cinema pensando che sarebbe stato semplice ovviare ai problemi della pellicola sensibile al blu (ortocromatica).Slider_1_-_Look_Like_A_Silent_Film_Star

Sono visibili i tentativi degli attori in diversi film di migliorare l’effetto dell’incarnato stuccando il viso con del cerone, mentre altri per paura che questo limitasse i movimenti preferivano solo le polveri, ma non miglioravano la situazione.b7e23760-e1ec-0131-6cd7-0aa0f90d87b4La pelle così sbiancata e spessa denominata diafana o giglio bianco, diventano la nuova norma dell’estetica popolare poiché considerata attraente e giovanile, spesso ceroni e polveri venivano applicate anche su braccia e parti scoperte per abbinare il colorito dell’incarnato al volto, è possibile notare alcune scene di silent movies dove i protagonisti hanno le mani e le braccia più scure poiché non truccate e ogni volta che le portano vicino al volto si nota la differenza.

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Theda-Bara-1920s-ey

Un forte contrasto lo creavano gli occhi e le linee create con kohl, viene subito alla mente l’immagine intensa degli occhi pesantemente scuriti di Theda Bara. In foto anche Dolores Costello con un monocromatico effettuato con i colori grassi.

Il makeup inizia ad evolversi al pari del linguaggio cinematografico e l’esigenza di alleggerire il makeup lo si ha nel momento in cui viene inserito il closeup. Siamo nella seconda metà degli anni dieci del novecento dove era solito notare gli attori principali truccati e le comparse e secondari no in modo da dare risalto al ruolo principale.

La domanda sorge spontanea: ma quali erano i colori utilizzati nei giorni di pellicola sensibile al blu? Anche in questo caso, di tentativi ed errori ne sono stati fatti. Il volto tendeva ad essere itterico e gli occhi molto scuri, il rouge venne subito vietato poiché il rosso appariva molto scuro dando l’impressione di volti magri e scavati dalla malattia, tendenzialmente gli attori maschi lasciavano le labbra naturali ma le donne applicavano il rossetto rosso o il greasepaint marrone (che in pellicola ortocromatica risultava nero).

1940's make-up guide - How to Contour - Oval face

Per far comprendere come fosse forte il makeup in teatro e poi al cinema basta pensare alla dichiarazione di Theda Bara nella quale ricordava un’esperienza traumatica dover uscire per strada e recitare con quel makeup in pubblico di giorno. “Non dimenticherò mai la terribile esperienza della mia prima scena. Ho dovuto indossare un trucco esponendomi in una strada pubblica e mi sentivo come un’anima persa..“get-attachment (5)

Ben presto molte tonalità di cerone furono prodotte sia per uomini che per donne, rendendo più facile la realizzazione di un incarnato adatto, comunque già in teatro vi erano ceroni con colorazioni speciali per interpretare etnie diverse come il pellerossa o il cinese, le polveri inizialmente furono progettate solo per il cinema. Nel 1914 Max Factor inventa il Supreme Greaspaint una formulazione più elastica in dodici tonalità, ma destinate molto presto ad aumentare raddoppiando le colorazioni.

 

 

 

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