Mila Schön: la Signora dello Stile.

Mila Schon

Mila Schön, uno dei principali protagonisti di quella straordinaria avventura che fu la nascita del “made in Italy”, conosciuta come ‘la signora dello stile’.

La sua era un’idea di eleganza asciutta, senza fronzoli e senza tempo, che ha conquistato alcune delle donne più famose e meglio vestite del mondo. Un tema che ha sempre caratterizzato le sue creazioni è il rapporto fra ricerca artistica e progettazione: le onde, i cerchi concentrici e colorati, gli intarsi si ispirano alle opere di artisti moderni quali Mondrian, Calder, Klimt, Pollock.”Io noto solo il brutto delle cose, eliminandolo rimane il bello”, amava dire.

Benedetta Barzini in Mila Schon Rome 1968
Benedetta Barzini in Mila Schon Rome 1968

Mila, al secolo Maria Carmen Nutrizio, era nata nel 1919 a Traù, in Dalmazia, un anno dopo la caduta dell’impero austro-ungarico. Il padre è farmacista e proprietario terriero, la mamma una Luxardo del maraschino di Lussinpiccolo, il fratello Nino diventerà giornalista e sarà fondatore e per lunghi anni direttore del quotidiano milanese “La Notte”. Dalla Dalmazia, che lascia a tre mesi con la famiglia, si è poi trasferita a Trieste, dove ha vissuto fino ai diciott’anni.

ShonAlla moda, Mila Nutrizio arriva per gusto e classe innati per la sua incrollabile determinazione. Dopo il rovescio finanziario che colpisce l’attività del marito, il commerciante di preziosi Aurelio Schön, veneto di origini austriache, ha cominciato a disegnare abiti per le sue amiche, ricche signore della borghesia milanese.

Nel 1958 il primo piccolo atelier, sette anni dopo, nel ’65, il marchese Giovanni Battista Giorgini, l’inventore della moda italiana, la invita a debuttare sulle prestigiose passerelle fiorentine del pret-à-porter di Palazzo Pitti, nella leggendaria Sala Bianca.

La sua è una collezione tutta violetta, dal lilla al glicine, venticinque sfumature diverse, che conquista l’attenzione internazionale. “Quella di Mila Schön è vera alta moda: autentica, splendida, perfetta“, commenta Giorgini.

Mila Schon 1987
Mila Schon 1987

Famosa per i suoi double-face (“l’intransigenza con cui concepisco un interno uguale a un esterno è una mia cifra”), per gli abiti da sera con inserti geometrici, per le gonne a pieghe “baciate”, per gli stupefacenti ricami, nel ’66 Mila Schön conquista l’America, dove le viene conferito il Neimann Marcus Award, l’Oscar della moda per il colore, ed è la prima stilista italiana a sbarcare in Giappone.

Di lei, la sacerdotessa della moda americana Diana Vreeland, dice: “La sua linea, in apparenza spoglia ma preziosa, ingentilisce tutte le donne”.

Lee Radziwill in Mila Schon
Lee Radziwill in Mila Schon

Una sera, a un grande ballo all’hotel Plaza di New York organizzato da Truman Capote, la signora giudicata più elegante è Marella Agnelli, in Mila Schön, al terzo posto si classifica Lee Radzwill, sorella di Jackie Kennedy, anche lei fasciata da un modello Schön.

Abiti, accessori, profumi, pelletteria, piastrelle. Negli anni d’oro la griffe diventa un piccolo impero.

Poi, nel ’93, dopo un periodo di crisi, la cessione al colosso giapponese Itochu, che lascia comunque la parte creativa sotto il controllo della fondatrice.

Oggi è il gruppo Mariella Burani a detenere la licenza del marchio, in base a un accordo con l’Itochu che si concluderà anticipatamente nell’autunno-inverno 2008.

Nel 1990 i cronisti giuliani le hanno assegnato il “San Giusto d’oro”.2-Mila-Schön

Mila Schön si era ritirata da anni, ma la voglia, l’entusiasmo di vestire le donne le erano rimasti nel cuore. “Ho avuto tanti momenti belli nella mia carriera – aveva detto al Piccolo -. Posso dire di non avere rimpianti. Forse il rimpianto più grosso è proprio per il mio lavoro: ricomincerei subito“.

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