Emilio Schuberth: l’Istrionico Sarto della Dolce Vita.

Geraldine Brooks Emilio Schuberth, Rome], August 1951 Geraldine Brooks Emilio Schuberth, Rome], August 1951

Il primo stilista italiano a sfilare a Parigi. Il primo ad avere un grande atelier in via dei Condotti a Roma, avvalendosi della collaborazione di futuri maestri quali Valentino e Renato Balestra. La vita, i successi e il talento di Emilio Federico Schuberth, austriaco d’origine ma partenopeo di nascita, colui che rese grande la moda italiana nel mondo e vestì la dolce vita, della quale fu uno dei protagonisti con le sue creazioni uniche, tese ad esaltare la femminilità di chi le indossava. Come le dive Sophia Loren (che qui lo ricorda con grande calore), Gina Lollobrigida, Martine Carol e la principessa Soraya.

Sarte terminano l'abito da sposa della Principessa Soraya.
Sarte terminano l’abito da sposa della Principessa Soraya.
Sophia Loren in prova da Schuberth
Sophia Loren in prova da Schuberth
Gina Lollobrigida con Shuberth
Gina Lollobrigida con Shuberth

Ma anche le allusioni e gli sfottò, vere e proprie “persecuzioni”, che i media riservarono ad un personaggio considerato troppo sopra le righe ed eccentrico, la cui parabola, conclusasi nel 1972, fu tanto luminosa quanto breve. Ma la sua lezione non morì con lui: a raccogliere un testimone pieno di stile e eleganza personalità del calibro di Valentino, Versace e Gaultier.Emilio-Schuberth2

Emilio Federico, nato nel 1904, è figlio di un’eccentrica coppia: lui, nobile di famiglia sassone; lei, famosa danzatrice di flamenco spagnola. Quando arriva a Roma agli inizi degli anni Trenta, è un pittore con pochi soldi in tasca e una forte attrazione per le belle donne e il loro elegante e vario vestire. Quasi per gioco comincia a schizzare modelli di cappelli per signora.

Grazie alla sua naturale capacità comunicativa, al suo stare in agio nel mondo delle relazioni pubbliche e negli ambienti della haute capitolina, si fa notare per la verve, lo stile e l’occhio per l’abbigliamento.

La contessa Ratti, nipote di Achille Ratti (papa dal 1922 al 1939 col nome di Pio XI), gli consiglia di insistere, anzi, di aprire bottega. È quanto Schuberth fa. Prima apre una modisteria con la moglie (1938), poi, un paio d’anni dopo, un atelier d’Alta Moda. Egli introduce da subito nel gusto raffinato della scuola napoletana, di cui è erede e originale continuatore, un personale aroma di sfarzo scintillante.Gina-Lollobrigida

Memorabili sono le sue larghe gonne a ruota sovrapposte; caratteristico l’abbondare di tulle e di lustrini, che ne fanno un maestro di stile per le soubrette della rivista. Perfino le semplici vestaglie e le gonne logore o sbrindellate che Gina Lollobrigida indossa in Pane, amore e fantasia, La provinciale, La romana mostrano il tocco di classe del loro creatore.

Schuberth e le sue indossatrici - Berlino 1953
Schuberth e le sue indossatrici – Berlino 1953

4588-a1a14863-763Nel 1951 è uno degli esponenti dell’Alta Moda e sartoria invitati da Giorgini alla celebre sfilata del 12 febbraio 1951 alla Sala Bianca di Palazzo Pitti. Se Schuberth ama presentarsi in società tintinnando a ogni passo per via di gioielli, gingilli e monili che porta addosso ed è contornato (quasi sovrastato: era alto circa un metro e mezzo) da un drappello di indossatrici vestite e truccate di tutto punto, lo fa perché possiede una spontanea sensibilità comunicativa, che sa accortamente sfruttare per attirare su di sé l’attenzione della stampa e dei media. Firma anche un profumo, che chiama, con divertito narcisismo, Schu.

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Un personaggio, quindi, oltre che un sarto famoso, capace di recitare una parte istrionica nella nascente società dello spettacolo. Non è un caso che lo si veda calcare set e palcoscenici: interpreta sé stesso in un film e partecipa alla popolarissima trasmissione televisiva Il Musichiere non soltanto da costumista, ma anche esibendosi come cantante.

Muore a Roma nel 1972.

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