Brigitte Bardot: l’Ultima Dea Vivente.

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È lei l’ultima dea vivente. È lei che è stata la più bella di tutte, lei che ha mutato il costume, la società, lei che ha scardinato quel che restava di un sistema di pensiero ottocentesco, ipocrita e ingessato, che ancora negli anni Cinquanta resisteva in Europa. Fu una rivoluzione, lei divenne talmente famosa che non la si chiamava più per nome e cognome, ma bastavano le sole iniziali – BB – per identificarla. Lei non ha mai cambiato nome per arrivare al successo, non si è mai sottoposta ad alcun tipo di intervento chirurgico per diventare, o restare, più bella, non ha mai fatto nulla per fermare l’ineluttabilità del tempo .brigitte-bardot-2

Brigitte Bardot – la donna che inventò i fan, a Cannes nel 1968: il primo delirio per una star mai visto nella storia, con tanto di intervento della polizia locale Per un’intera generazione, un’intera epoca, lei non è stata semplicemente una donna bellissima, ma è stata LA BELLEZZA.

Brigitte Bardot era vista come la Venere venuta sulla Terra per ricordare a tutti cosa fosse realmente la bellezza. La donna che oltre ai fan creò anche il “broncio” come espressione di seduzione . Infatti il suo broncio faceva letteralmente impazzire ogni uomo sulla faccia della Terra, le sue forme facevano cadere chiunque ai suoi piedi. Oltre a questo incredibile mix di sex appeal e fascino, l’accento francese che le donava un’eleganza impareggiabile.

Brigitte ed Alain Delon
Brigitte ed Alain Delon

Nasce da una famiglia benestante il 26 settembre del 1934, a Parigi, nel quartiere residenziale di Passy. In un’autobiografia racconta che da piccola era piuttosto bruttina. Pensava solo alla danza e alla musica e per seguire la sua vocazione si iscrisse al conservatorio. Non immaginava che da lì a poco avrebbe dovuto abbandonare il suo sogno per trasformarsi lei stessa in quello proibito di milioni di uomini.brigitte-bardot-garticle

A quindici anni appena la sua carriera è già segnata. Appare sulla copertina della rivista femminile ‘Elle’ e nel giro di poco tempo debutta al cinema.

Provocante Lolita dai capelli biondi scombinati, la boccuccia sempre imbronciata e un mezzobusto mozzafiato, la Bardot gira il suo primo film nel 1952. Ha appena diciotto anni. Sulla soglia della maggiore età, nello scandalo generale, sposa Roger Vadim, con cui intratteneva già una relazione quando era ancora minorenne. Da bravo pigmalione, il regista le regalerà la celebrità dirigendola nel film Piace a troppi (farà la stessa cosa con Catherine Deneuve e Jane Fonda). Il titolo originale è “Et Dieu crea la femme“, da tradursi anche con “E Vadim creò BB”. Esplode nel mondo il mito della biondina sexy francese.

Da lì in poi gira una quarantina di pellicole, spesso modeste, in venti anni di carriera. La punta massima del prestigio la tocca quando entra nella corte di Jean-Luc Godard, uno dei massimi esponenti della Nouvelle Vague, per recitare in Il disprezzo (1963), dal romanzo di Alberto Moravia. Poco dopo i quaranta anni, assediata dai giornalisti di cronaca rosa, stressata dai flash dei fotografi che le facevano la posta dietro la finestra della villa di Saint Tropez, abbandona la scena. Ma al contrario di Greta Garbo, altro mito del cinema desaparecido per scelta, non si ritira a vita privata per lasciare negli spettatori intatto in eterno il ricordo della sua bellezza perduta. Bensì perché “la celebrità ha fatto della mia vita un inferno“, ha spiegato un giorno.

Brigitte Bardot durante le riprese di un film a Cuautla, in Messico, nel 1965 (AP Photo/Don Brinn)
Brigitte Bardot durante le riprese di un film a Cuautla, in Messico, nel 1965
(AP Photo/Don Brinn)

La Bardot abbandona i set, ma apparirà spesso in pubblico, esibendo fieramente le sue rughe. Imbruttita, e anche un poco incattivita col passare degli anni, comparirà per lanciare le sue nuove battaglie. La difesa dei diritti degli animali prima di tutto, dei quali si circonda nel suo buen ritiro in Costa Azzurra, per anni un porto di mare e di marinai. Campagne contro la caccia alla foca, contro le pellicce (“Andreste con un vero e proprio cimitero sulle spalle”), contro chiunque si mettesse contro le bestie, compresi i musulmani che per una sua invettiva violenta le costarono l’etichetta di razzista: “Se i musulmani la smettono di sgozzare milioni di montoni per me diventano le persone più meravigliose del mondo“, si giustificava così. Quasi sempre raggiunge l’eccesso, come quella volta che parlando di un gallo che in campagna, alle cinque del mattino, disturbava la quiete pubblica, disse: “E’ come se proibissero a Pavarotti di cantare all’Opera“. Ma la sua vita tutta è un eccesso.98198

A partire dagli amori: oltre ai tanti amanti di una notte, tutti matrimoni infelici. Diceva di non essere mai stata “amata per quello che ero, ma solo per ciò che rappresentavo”. E in parte forse era vero. Dopo Vadim, Jean Louis Trintignant coprotagonista di E dio creò la donna, l’attore Jacques Charrier, da cui ebbe il suo unico figlio Nicolas, poi ancora una storia passionale e violenta con un altro attore, Sami Frey. In seguito il miliardario tedesco Günther Sachs e ultimo in ordine di tempo Bernard d’Ormale, uomo d’affari vicino al Fronte di Le Pen, con il quale è sposata da dodici anni.

Comunque Brigitte, a 82 anni, è stata nominata per il secondo anno consecutivo, “l’attrice più sexy del mondo” dalla prestigiosa rivista “Glam’Mag”, nel suo numero di gennaio 2017.brigitte-bardot-620x350

Ho dato la mia giovinezza e la mia bellezza agli uomini;

riservo la mia saggezza, la mia esperienza,

il meglio di me stessa, agli animali.

E c’entra la bellezza di Brigitte Bardot, se il cantante sudamericano Jorge Veiga le dedicò una canzone nel 1960 che ebbe una popolarità incredibile oltre ad ogni previsione.

Ecco la versione di Mina dall’album Catene del 1984:

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