Ren Hang: Morto a 29 Anni il fotografo e poeta cinese.

Ren Hang,  l’artista-fotografo, ci ha lasciato  la scorsa settimana a soli 29 anni. Considerato da molti come un prodigio nel suo lavoro, lascia un’impronta corrosiva nel mondo della fotografia.

Arrestato più volte per le sue fotografie troppo esplicite perchè la censura si è spesso accanita su di lui per tutto l’arco della sua breve carriera. I suo lavori, anche se celebrati in tutto il mondo, sono stati oggetto di innumerevoli controversie nella sua patria dato che le nudità all’aperto ed immagini pornografiche sono stati vietati nella Repubblica popolare cinese dal 194.tetu-03-03-2017-ren-hang-2

Alexander Öberg, della Galleria Tryffelgrisen, collaboratore di lunga data di Ren Hang, ha dichiarato al TIME: “Siamo scioccati e incredibilmente tristi per la morte di Ren. Era una persona così bella! Ancora non riesco a credere che sia vero. Possiamo solo immaginare su ciò che lo ha portato a porre fine alla sua vita all’età di 29 anni. Era un artista incredibilmente creativo e avrebbe avuto ancora molta arte da condividere con il mondo”.tetu-03-03-201

Ren Hang era nato a Jilin, in Cina, nel 1987. Inizò a scattare fotografie nel 2008, appassionandosi a questa arte durante gli studi di marketing perchè  i suoi studi universitari non lo interessavano.
La nudità del suo compagno di stanza è stata la principale fonte di ispirazione per Hang, e da allora il nudo è rimasto il fulcro centrale della sua poetica visionario, scene costruite ad arte, in bilico tra il surreale e il provocante, fotografando poi anche i vicini, i parenti e tutti quelli che glielo chiedevano via Internet.tetu-03-03-2017-ren-hang-3

Hang è stato sostenuto da Ai Weiwei, con il quale ha collaborato -e che “vanta” similari vicende censorie- ed è stato considerato come un faro nella notte per la fotografia contemporanea cinese.C5buRZ_XMAAIyB8

Ren Hang soffriva di depressione cronica, un’esperienza che ha documentato attraverso la sua poesia. Ha pubblicato sette libri fotografici, tra i quali una recente retrospettiva di Taschen, a cura di Dian Hanson.

Ren Hang continua postumo a mettere in discussione i nostri limiti. Forse per spingerli ulteriormente oltre.

 

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