IL TEMPO: E’ Possibile Definirlo?

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Definire il tempo è apparentemente cosa facile: esso è lo spazio indefinito nel quale si verifica il continuo fluire degli eventi in una successione illimitata di istanti.

L’unità di Misura Internazionale è il Secondo e lo strumento di misurazione è l’orologio. Fin qui è tutto chiaro ma, se cercassimo sul vocabolario un suo sinonimo, troveremmo “periodo, epoca, età, era, evo”, tutti vocaboli che presuppongono la conoscenza del concetto di tempo e l’intenzione di collocarlo un in determinato spazio. Quindi tempo e spazio sono indivisibili. Ma non è tutto. La velocità è un elemento fondamentale per la sua misurazione, e la percezione del suo trascorrere non è universale ma diversa secondo il punto di osservazione. Tutto questo non è altro che, semplificata, la legge della relatività attraverso cui la scienza cerca di spiegare e decodificare l’universo. Questa teoria comunque è relativamente moderna. Nei secoli filosofi, teologi e scienziati da Parmenide a Platone, da Aristotele a S. Agostino, da Newton a Einstein – per accennarne alcuni fra i più famosi – hanno sempre cercato di definire il tempo, ma per noi, semplici mortali, rimane sempre un mistero.

Un conto è lo spazio temporale fra un impegno e l’altro: ad esempio se dovessimo prenotare un viaggio aereo stabiliremmo una data e un’ora ben precisa per avere la certezza di salire su quell’aereo proprio quel giorno a quell’ora.

passing-time-2-51854c91a8333_hiresMa c’è un altro tempo dentro di noi. La percezione del suo scorrere dipende dal nostro stato fisico ed emozionale. I secondi che precedono un incidente, ad esempio, possono apparire un periodo lunghissimo, mentre lo stesso numero di secondi durante il sonno sembrano scorrere velocissimi, oppure non scorrere affatto.

Da sempre i mistici affermano che, esistendo solo il presente, cioè essendo solo possibile vivere qui e ora, il tempo è un’illusione. Il passato, essendo già accaduto, non esiste più e il futuro, dovendo ancora accadere, non esiste ancora. E’ l’attaccamento alla nostra storia personale e la proiezione dei nostri desideri nel futuro, che creano l’illusorietà della sua esistenza. In meditazione, cioè in uno stato di estasi profonda e di appartenenza al tutto, il tempo svanisce e forse non esiste più nemmeno il presente.

Che dire allora? Si torna al punto di partenza: è possibile definire il tempo? Chi lo sa?

Ma io vorrei chiedere a uno studente, che ha perso un anno di studi, qual è per lui il valore di un anno, a una madre che ha partorito prematuramente il significato di un mese, all’editore di un settimanale la durata di una settimana e a due innamorati al primo appuntamento quanto può essere infinita un’ora. Vorrei chiedere a chi ha perso il treno quanto dura un minuto, e a chi ha evitato un incidente il significato di un secondo e a chi ha perso la medaglia d’oro il valore di un decimo di secondo.

Il passato è parte della storia. Il domani è un mistero. Il presente è l’unica realtà oggettiva.

Ma il tempo passa… inesorabilmente passa.

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