MILANO: Quarant’anni di moda.

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Guardare al passato della moda italiana, senza mostrare alcuna nostalgia. Celebrare qualità artigianali dalle radici antiche, da cui trarre forza per guadagnarsi un futuro splendente. Perché la moda di fine Novecento, in Italia, è forse quella che più ha saputo interpretare donne e uomini di quella stessa epoca: come spiegano Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi, curatori dell’appena inaugurata mostra Italiana. L’Italia vista dalla moda (1971-2011).

Dove quel trentennio esibito fra stampe e tessuti, restituito fra modelli speciali e analizzato attraverso i suoi esponenti (dai più celebri stilisti a chi, nella manifattura, produsse splendori purtroppo non altrettanto riconosciuti) prende vita a Milano in nove sale tematiche di Palazzo Reale. Che fino al 6 maggio porteranno altrettanti metodi di riflessione – volutamente non cronologici, tengono a specificare i curatori – per conquistare una nuova prospettiva, come introdotto da Maria Lusia Frisa: «La moda è uno fra i più importanti punti di vista sulla contemporaneità. Non credo a chi dice che l’abito non fa il monaco». Lo sguardo di Maria Luisa, critico e professore all’Università IUAV di Venezia in Design della moda e Arti multimediali, si unisce quello di Tonchi che, come direttore di W Magazine (e in passato di T: The New York Times Style Magazine) guarda al proprio Paese con lo sguardo e il cuore di chi ormai da anni non lo abita più.

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