Apolide

Molte persone dichiarano di essere, spesso in maniera scherzosa, quando non accettano di essere nati in un determinato stato. Al di là di tutto, però, c’è la possibilità di essere apolide. Ma, prima di enunciarla, spendiamo qualche parola sul significato del termine ‘apolide’

Cosa significa apolide

Il significato letterale di ‘apolide’ è ‘senza cittadinanza’ poiché deriva dal greco a (privativa)-polis (cioè ‘città). Significa che non ha la cittadinanza di nessun stato. Non di uno stato diverso da quello di nascita. Ma proprio di nessuno.

E se pensi che siano soltanto poche migliaia di persone, allora sei fuori strada. Perché gli apolidi in tutto il mondo sono 10 milioni (almeno), anche se non è una cifra esatta perché, come puoi immaginare, è quasi impossibile avere una stima esatta.

Anche perché bisogna considerare che alcuni rifugiati sono apolidi e non è mica detto che gli apolidi siano viaggiatori.

Come si diventa apolidi?

Piccola premessa: non si può scegliere di essere apolidi. Ciò significa che è uno status e non una volontà. Infatti, si è apolidi se si rispetta almeno una di queste condizioni:

  • Se una persona è figlio di un apolide;
  • Se una persona non riesce a ereditare la cittadinanza dei genitori;
  • Se si fa parte di un gruppo a cui, per un qualsivoglia motivo, viene negata la cittadinanza;
  • Se si è un profugo, scappato da guerre o situazioni belliche molto dure;
  • Se si faceva parte un tempo di uno stato che poi si è dissolto, indipendentemente quale sia il motivo per cui ci sia stata questa dissoluzione;
  • Se ci sono dei problemi burocratici all’interno di uno Stato in merito alla cittadinanza.

Ecco, al di là di queste condizioni, puoi anche definirti apolide ma, in realtà, probabilmente, è soltanto un tuo modo di dire che sei cittadino del mondo!

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